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		<title>La rivoluzione di Babbo Natale</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/la-rivoluzione-di-babbo-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moca_Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 09:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione di successo e branding Quando pensiamo a Babbo Natale, ci viene subito in mente l’immagine di un uomo anziano, paffuto, gentile, sorridente e vestito di rosso, ma lo sapevi che non è sempre stato così? Dobbiamo ringraziare Coca-Cola e le sue campagne pubblicitarie degli anni &#8217;30 per aver cambiato per sempre la cultura popolare e fatto arrivare fino ai giorni nostri il Babbo Natale più famoso di sempre. Tutto ebbe inizio nel 1931, quando l&#8217;azienda cercava un modo per promuovere la sua bevanda anche durante il periodo invernale. Il compito di realizzare un Babbo Natale accogliente e caloroso, che fosse allo stesso tempo iconico e unico, venne affidato all’illustratore Haddon Sundblom. Sundblom si ispirò a poesie e racconti, ma decise di fare un cambio rotta e di renderlo paffuto, sorridente e di vestirlo nei colori iconici di Coca-Cola: rosso e bianco. Questa si rivelò essere la scelta vincente del secolo: le vendite schizzarono alle stelle e l’immagine di Babbo Natale si diffuse uniformemente in tutto il mondo. Questo è un esempio perfetto di come una strategia di comunicazione e marketing possa cambiare radicalmente la cultura popolare. Perché, a Natale, puoi! E tu lo sapevi?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Comunicazione di successo e branding</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
Quando pensiamo a Babbo Natale, ci viene subito in mente l’immagine di un uomo anziano, paffuto, gentile, sorridente e vestito di rosso, ma lo sapevi che non è sempre stato così?<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo ringraziare Coca-Cola e le sue campagne pubblicitarie degli anni &#8217;30 per aver cambiato per sempre la cultura popolare e fatto arrivare fino ai giorni nostri il Babbo Natale più famoso di sempre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto ebbe inizio nel 1931, quando l&#8217;azienda cercava un modo per promuovere la sua bevanda anche durante il periodo invernale. Il compito di realizzare un Babbo Natale accogliente e caloroso, che fosse allo stesso tempo iconico e unico, venne affidato all’illustratore Haddon Sundblom.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sundblom si ispirò a poesie e racconti, ma decise di fare un cambio rotta e di renderlo paffuto, sorridente e di vestirlo nei colori iconici di Coca-Cola: rosso e bianco. Questa si rivelò essere la scelta vincente del secolo: le vendite schizzarono alle stelle e l’immagine di Babbo Natale si diffuse uniformemente in tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo è un esempio perfetto di come una strategia di comunicazione e marketing possa cambiare radicalmente la cultura popolare. Perché, a Natale, puoi!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E tu lo sapevi?</span></p>
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		<item>
		<title>JUST DO IT</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/just-do-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moca_Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 08:14:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della creazione del famoso slogan è incredibile quasi quanto l’impatto che ebbe sul brand. Il compito era arduo, trovare qualcosa che fosse di ispirazione per una donna che ha appena iniziato a fare attività fisica e che fosse anche altrettanto stimolante A Dan Wieden si accese una lampadina e pensò ad una storia che aveva seguito da vicino: un condannato a morte che, prima della propria esecuzione, alla domanda “Allora quali sono le tue ultime parole?” rispose “Let’s do it”.  Per lo stupore la frase gli rimase impressa così come il sangue freddo con il quale Gary Gilmore affrontò i suoi ultimi istanti. Capì di avere la formula, un monito, un incitamento che ti risuona in testa a prescindere dall’ obiettivo e la situazione, qualcosa che trascendesse il contesto sportivo e così se ne uscì con “just do it”. Inizialmente non venne accolta (anzi l’idea venne scartata) ma fortunatamente uno dei due soci fondatori del famoso brand ebbe la visione e decise di utilizzarla.  Venne girato uno spot, lo stesso anno, che ritraeva una persona di 80 anni che percorreva 30 chilometri ogni mattina (con caldo, freddo, neve o vento), tutti i giorni lo stesso tragitto e la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La storia della creazione del famoso slogan è incredibile quasi quanto l’impatto che ebbe sul brand.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il compito era arduo, trovare qualcosa che fosse di ispirazione per una donna che ha appena iniziato a fare attività fisica e che fosse anche altrettanto stimolante<br />
</span><span style="font-weight: 400;">A Dan Wieden si accese una lampadina e pensò ad una storia che aveva seguito da vicino: un condannato a morte che, prima della propria esecuzione, alla domanda “Allora quali sono le tue ultime parole?” rispose “Let’s do it”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per lo stupore la frase gli rimase impressa così come il sangue freddo con il quale Gary Gilmore affrontò i suoi ultimi istanti.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Capì di avere la formula, un monito, un incitamento che ti risuona in testa a prescindere dall’ obiettivo e la situazione, qualcosa che trascendesse il contesto sportivo e così se ne uscì con “just do it”.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Inizialmente non venne accolta (anzi l’idea venne scartata) ma fortunatamente uno dei due soci fondatori del famoso brand ebbe la visione e decise di utilizzarla. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Venne girato uno spot, lo stesso anno, che ritraeva una persona di 80 anni che percorreva 30 chilometri ogni mattina (con caldo, freddo, neve o vento), tutti i giorni lo stesso tragitto e la medesima distanza e alla fine venne inserito il messaggio “just do it”&#8230; e il resto è storia.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Nel successivo decennio che porta ai nostri giorni, l’azienda ha avuto una crescita del 1000%.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sviluppo anche reso possibile grazie a quel monito e a collaborazioni con atleti dell&#8217;élite che hanno contribuito a consolidare lo slogan e ispirare generazioni di persone.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il successo che ebbe portò Nike a rivedere tutta la sua strategia comunicativa canalizzando ogni risorsa sulla concretizzazione di questa immagine.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Quel giorno, un’intuizione, un’idea, permise a Nike di spiccare il volo.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lo slogan del tuo brand è la sua essenza, racchiude il messaggio che vuoi trasmettere e ne determina anche il successo (unito a strategie di marketing e di comunicazione mirate), proprio per questo deve essere sempre in linea con l’identità del brand e la sua mission; l’equilibrio tra questi elementi è fondamentale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dan Wieden lo immaginò, ebbe una visione che nessuno aveva in quel preciso momento e  ad oggi il suo slogan trascende ogni contesto. Sia che tu </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">stia iniziando un nuovo percorso o stia ragionando sulle strategie da adottare per il tuo brand, JUST DO IT !  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al resto ci penserà Mocamonster Agency. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Storytelling: comunicazione narrativa</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/storytelling-comunicazione-narrativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moca_Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 08:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umanizzare i brand attraverso le emozioni Nell’era dei 5 secondi, catturare l’attenzione delle persone è diventata una vera e propria sfida. I consumatori prestano poca attenzione (vista la mole di informazioni che ricevono) e di conseguenza distinguersi e avere una comunicazione differente dalla concorrenza è un elemento fondamentale. La tendenza ad oggi sembra essere una: creare un legame con il proprio pubblico e cercare di suscitare delle emozioni che potranno poi essere riconducibili al brand. In questo contesto, lo storytelling emerge come uno strumento indispensabile. Attraverso racconti coinvolgenti, diventa infatti possibile comunicare i propri valori ed umanizzare la propria immagine, creando così una connessione emotiva tra noi e il cliente, che può portare ad un aumento delle vendite.   Non c’è una spesa che non sia importante. Vi ricordate la bambina e la pesca? Piccolo cortometraggio che ci ha tenuti incollati sugli schermi, con il fiato sospeso e che a molti ha fatto scendere una lacrima finale. Questo è un esempio emblematico di storytelling efficace ed è stato attuato da Esselunga (noto supermercato italiano) che lo ha ideato per una delle sue campagne pubblicitarie. La bravura è nel dettaglio di far passare il contesto ed il prodotto in secondo piano raccontando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Umanizzare i brand attraverso le emozioni</strong></h1>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’era dei 5 secondi, catturare l’attenzione delle persone è diventata una vera e propria sfida.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">I consumatori prestano poca attenzione (vista la mole di informazioni che ricevono) e di conseguenza distinguersi e avere una comunicazione differente dalla concorrenza è un elemento fondamentale.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La tendenza ad oggi sembra essere una: creare un legame con il proprio pubblico e cercare di suscitare delle emozioni che potranno poi essere riconducibili al brand.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">In questo contesto, lo storytelling emerge come uno strumento indispensabile.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Attraverso racconti coinvolgenti, diventa infatti possibile comunicare i propri valori ed umanizzare la propria immagine, creando così una connessione emotiva tra noi e il cliente, che può portare ad un aumento delle vendite. </span></p>
<p><b> Non c’è una spesa che non sia importante.<br />
</b><span style="font-weight: 400;">Vi ricordate la bambina e la pesca? Piccolo cortometraggio che ci ha tenuti incollati sugli schermi, con il fiato sospeso e che a molti ha fatto scendere una lacrima finale.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Questo è un esempio emblematico di storytelling efficace ed è stato attuato da Esselunga (noto supermercato italiano) che lo ha ideato per una delle sue campagne pubblicitarie.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La bravura è nel dettaglio di far passare il contesto ed il prodotto in secondo piano raccontando una storia che rompe lo schermo e che entra direttamente nelle case di milioni di persone. Viene narrata una realtà, una quotidianità condivisa da molti, che suscita emozioni familiari, calde e magari anche dolorose ma che restano impresse riuscendo così ad umanizzare il brand.  </span></p>
<p><b>Altri esempi di brand che usano lo storytelling<br />
</b><b>Coca-Cola<br />
</b><span style="font-weight: 400;">Coca-Cola è un pioniere nello storytelling pubblicitario. Le storie sono multiple tanto quanto le campagne. Spesso raccontano storie di felicità, amicizia e momenti condivisi. La famosa campagna &#8220;Share a Coke&#8221; è un esempio perfetto di come un semplice cambiamento nell&#8217;etichetta della bottiglia possa trasformarsi in una narrazione personale, così come avviene nel tradizionale spot natalizio creato dal brand. </span></p>
<p><b>Nike<br />
</b><span style="font-weight: 400;">Nike utilizza lo storytelling per ispirare e motivare. Le sue pubblicità non si limitano a promuovere prodotti sportivi, ma raccontano storie di atleti che superano ostacoli, sfidano i propri limiti e raggiungono traguardi incredibili. La campagna &#8220;Just Do It&#8221; è diventata iconica non solo per il suo slogan, ma per le storie di determinazione e successo che racconta.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La lista è molto lunga quindi abbiamo citato solo alcuni brand che utilizzano questa strategia di comunicazione, i dati sono chiari e ci comunicano il fatto che le persone tendono a identificarsi nelle emozioni e nelle storie, prestando sempre meno attenzione alle semplici caratteristiche dei prodotti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa tendenza nasce dal fatto che ad oggi c’è quasi un&#8217;esigenza di trasparenza e autenticità. Quando un&#8217;azienda racconta una storia ti permette di entrare a far parte della sua narrazione e ti porta a fidarti di quel brand, ti ci leghi ed ecco che sei fidelizzato.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ovviamente tutto ciò si traduce in vendita, uno degli scopi primari, ma la strada intrapresa ha portato maggiori benefici.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">In conclusione in un mercato sempre più competitivo, il consiglio che vi diamo in quanto agenzia è di essere autentici, trasmettere ai vostri clienti la vostra passione e la vostra attenzione.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Dietro ogni attività c’è una Vision e celate dietro essa delle persone; </span><span style="font-weight: 400;">e</span><span style="font-weight: 400;"> in un mondo dove è sempre più difficile avere contatti umani e dove la tecnologia sta prendendo il sopravvento, la richiesta del mercato è: siate più umani! </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Twitter/X</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/twitter-x/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[castellucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 14:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uccellino più famoso del web ha dovuto cedere il posto e abbracciare la tendenza del cambiamento e dell’evoluzione appartenente al mondo digitale. Il vecchio mette le basi per poi lasciare posto al nuovo per una crescita costante e il raggiungimento di nuovi obiettivi. La natura del social non è cambiata e proprio per questo, a livello di marketing e di Branding, non sono state attuate strategie particolarmente intricate e complesse (anche per facilitare il passaggio). Tuttavia, questa si è rivelata una mossa vincente in quanto gli utenti di twitter hanno percepito il cambiamento come un ritorno alla libertà che era stata messa a dura prova da vari ban e misure restrittive che andavano contro l’essenza di questo social. Il nuovo proprietario della piattaforma ha voluto portare una serie di cambiamenti radicali, riportando questa stessa ad uno stato più brado, avendo però come obiettivo quello di renderla più smart. Aggiungere un IA che si chiamerà XAi, la possibilità di scambiare stock e attuare delle transazioni economiche, mettere in diretto contatto aziende e candidati… queste sono solo alcune delle idee che il nuovo proprietario di X ci ha comunicato. Non c’è da stupirsi nel sapere che quest’ultimo non è niente meno che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uccellino più famoso del web ha dovuto cedere il posto e abbracciare la tendenza del cambiamento e dell’evoluzione appartenente al mondo digitale.<br />
Il vecchio mette le basi per poi lasciare posto al nuovo per una crescita costante e il raggiungimento di nuovi obiettivi.</p>
<p>La natura del social non è cambiata e proprio per questo, a livello di marketing e di Branding, non sono state attuate strategie particolarmente intricate e complesse (anche per facilitare il passaggio).<br />
Tuttavia, questa si è rivelata una mossa vincente in quanto gli utenti di twitter hanno percepito il cambiamento come un ritorno alla libertà che era stata messa a dura prova da vari ban e misure restrittive che andavano contro l’essenza di questo social.<br />
Il nuovo proprietario della piattaforma ha voluto portare una serie di cambiamenti radicali, riportando questa stessa ad uno stato più brado, avendo però come obiettivo quello di renderla più smart.</p>
<p>Aggiungere un IA che si chiamerà XAi, la possibilità di scambiare stock e attuare delle transazioni economiche, mettere in diretto contatto aziende e candidati… queste sono solo alcune delle idee che il nuovo proprietario di X ci ha comunicato. Non c’è da stupirsi nel sapere che quest’ultimo non è niente meno che Elon Musk in persona.</p>
<p>Questo è il perfetto esempio di quanto sia importante fidelizzare la propria community, rendere il proprio marchio forte e far sì che ogni cambiamento, pur non allontanandosi dalla tua mission, sia in linea con la volontà della tua community.<br />
La fiducia che il mondo continua a dare ad Elon Musk viene sempre ripagata consolidando così il suo brand.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il codice (morale) Armani</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/il-codice-morale-armani-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[castellucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 11:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il codice morale nella comunicazione indica i criteri con i quali il brand sceglie di apparire e comunicare, da esso viene poi determinata anche la mission dell’azienda in quanto ne rappresenta spesso i valori. Occorre prima di tutto fare chiarezza, se fino a qualche anno fa questo fattore era ininfluente (in quanto la società e l’opinione pubblica non davano molta importanza al dietro le quinte e si accontentavano del prodotto finale) oggi non è più così. Viene dunque da chiedersi… che cosa è cambiato?  PERCHÉ É IMPORTANTE IL CODICE MORALE NELLA COMUNICAZIONE? La risposta nella sua complessità sono proprio i social con la loro intuitività! Con l’espansione delle nuove tecnologie e la crescita di importanza dei social media, l’esposizione al pubblico è aumentata in maniera esponenziale così come coinvolgimento del target sulla “vita” del brand. Ci sono statistiche che parlano chiaro, le nuove generazioni sono molto sensibili ai temi ambientali e alle condizioni di lavoro in quanto la possibilità di un mondo e di un futuro migliore sono temi caldi che vivono in prima persona. IL CASO ARMANI Il famoso brand ha dovuto rispondere di recente ad accuse pesantissime riguardanti le condizioni di lavoro dei loro dipendenti. Articoli delle principali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il codice morale nella comunicazione indica i criteri con i quali il brand sceglie di apparire e comunicare, da esso viene poi determinata anche la mission dell’azienda in quanto ne rappresenta spesso i valori.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Occorre prima di tutto fare chiarezza, se fino a qualche anno fa questo fattore era ininfluente (in quanto la società e l’opinione pubblica non davano molta importanza al dietro le quinte e si accontentavano del prodotto finale) oggi non è più così. Viene dunque da chiedersi… che cosa è cambiato? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">PERCHÉ É IMPORTANTE IL CODICE MORALE NELLA COMUNICAZIONE?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta nella sua complessità sono proprio i social con la loro intuitività!<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Con l’espansione delle nuove tecnologie e la crescita di importanza dei social media, l’esposizione al pubblico è aumentata in maniera esponenziale così come coinvolgimento del target sulla “vita” del brand.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ci sono statistiche che parlano chiaro, le nuove generazioni sono molto sensibili ai temi ambientali e alle condizioni di lavoro in quanto la possibilità di un mondo e di un futuro migliore sono temi caldi che vivono in prima persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">IL CASO ARMANI</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il famoso brand ha dovuto rispondere di recente ad accuse pesantissime riguardanti le condizioni di lavoro dei loro dipendenti. Articoli delle principali testate giornalistiche riportano: “erano costretti a turni lavorativi non stop di 14 ore al giorno che si intensificavano durante il periodo invernale per la creazione di capi specifici, pagati 2-3 euro l’ora lavorando 7 giorni su 7”.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La risposta dei social e del mondo è stata immediata, si è incominciato a paragonare Armani a SHEIN insinuando che l’unica differenza tra i due, anche a livello di materiale usato, fosse solo la firma del famoso marchio.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ovviamente la casa di moda Giorgio Armani ha negato le accuse sostenendo di attuare tutte le misure di controllo necessarie per ridurre al minimo gli abusi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, secondo delle analisi di esperti, ci saranno delle gravi perdite finanziarie e reputazionali che incideranno in maniera significativa sul fatturato nel 2024. </span><span style="font-weight: 400;">I social hanno permesso la nascita e la crescita di molti brand, il rovescio della medaglia implica però che utilizzando tale strumento il tuo pubblico sarà sempre più interessato anche al modo in cui gestisci il tuo business, fattore che potrebbe influire sia positivamente che negativamente.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">In un mondo in cui il social e il sociale stanno diventando un tutt&#8217;uno, consigliamo di seguire questo trend ossia ascoltare la propria community, stare al passo con i cambiamenti e umanizzare il proprio brand in quanto sono le persone che ti permettono di raggiungere tutti i tuoi obiettivi.  </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fame di fama?</title>
		<link>https://www.mocamonster.it/fame-di-fama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[castellucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 10:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovare il logo giusto può richiedere tempo, lo sappiamo e lo sa bene anche il fast food più famoso al mondo. Possiamo notare come lo stile e il messaggio sia cambiato nel corso degli anni, cercando di adattarsi alle tendenze e restando sempre aggiornato con i tempi. McDonald, pur cercando a lungo la sua identità, ha sempre avuto un disegno in mente e soprattutto un target. Esiste infatti un vero e proprio studio dei colori in quanto reagiamo in maniere diversa a seconda degli stimoli che essi ci danno. In generale associamo il verde a qualcosa di positivo o alla natura, il blu al mare e alla calma, il rosso alla rabbia, al fuoco e alla passione. McDonald ha fatto i compiti a casa e ha trovato la formula giusta per stimolare la sensazione di fame! Non a caso infatti, vista la campagna comunicativa intrapresa per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosostenibilità, ultimamente il suo colore primario è diventato il verde. Oltre ai colori, il Mcdonald ha anche dei riferimenti visivi specifici e reali come ad esempio la M con la forma tondeggiante, richiamo specifico alla patatine fritte oltre che alla prima lettera del Brand. Affermandosi in quanto brand la M è diventata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trovare il logo giusto può richiedere tempo, lo sappiamo e lo sa bene anche il fast food più famoso al mondo.<br />
Possiamo notare come lo stile e il messaggio sia cambiato nel corso degli anni, cercando di adattarsi alle tendenze e restando sempre aggiornato con i tempi.</p>
<p>McDonald, pur cercando a lungo la sua identità, ha sempre avuto un disegno in mente e soprattutto un target.<br />
Esiste infatti un vero e proprio studio dei colori in quanto reagiamo in maniere diversa a seconda degli stimoli che essi ci danno.</p>
<p>In generale associamo il verde a qualcosa di positivo o alla natura, il blu al mare e alla calma, il rosso alla rabbia, al fuoco e alla passione.<br />
McDonald ha fatto i compiti a casa e ha trovato la formula giusta per stimolare la sensazione di fame!<br />
Non a caso infatti, vista la campagna comunicativa intrapresa per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosostenibilità, ultimamente il suo colore primario è diventato il verde.<br />
Oltre ai colori, il Mcdonald ha anche dei riferimenti visivi specifici e reali come ad esempio la M con la forma tondeggiante, richiamo specifico alla patatine fritte oltre che alla prima lettera del Brand.<br />
Affermandosi in quanto brand la M è diventata poi la colonna portante del McDonald assecondando l’esigenza di essere riconoscibili e, allo stesso tempo, di avere un logo che potesse andare bene su tutto il loro merch; il tutto non richiedendo un investimento di capitale ingente per la sua modifica.</p>
<p>Lo studio del colore è qualcosa che viene fatto per ogni tipo di attività in quanto anch’esso trasmette l’essenza del brand. I colori vanno poi abbinati per trovare la formula giusta e possono essere affiancati da una scala cromatica sui social per trovare l&#8217;armonia grafica e visiva (ossia un equilibrio tra tutti gli elementi esposti).</p>
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